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Eric Fischl. Dipinti Recenti e opere su carta
15 Maggio 1998 - 18 Giugno 1998

L’arte di Eric Fischl (New York 1948) ha a che vedere con la crisi di identità, il fallimento del sogno e la mancanza di definizione degli ideali americani. L’America è cresciuta diversa dalle ingenue aspettative del passato ed è una realtà di dolore e disinganno.
Fischl nel dipingere la società americana oziosa, con le sue evasioni e fantasie è affascinato dal senso di estraneità e disimpegno rivelati dalla presenza umana. Ritrae il mondo e allo stesso tempo lo rende superfluo, sospeso in una stranezza misteriosa, come se gli elementi di realtà in un insieme fossero frutto di una casualità insolente. L’ossessione per il divertimento e la spensieratezza non riescono a esorcizzare il male e il senso di tragedia latente che si avverte ricorda per certi versi Hopper. Ma se in quello il male era rappresentato dalla solitudine, in Fischl è decisamente rivolto alla violenza, specie quella sessuale. Il sesso è onnipresente: la curiosità e il tabù sono un mistero centrale, un elemento di tensione tra le persone, le razze umane, i gruppi sociali.
I personaggi di Fischl frequentano i luoghi privati come quelli pubblici e, alla ricerca delle idiosincrasie americane, sono spiati in bagno, nella camera da letto, in cortile, rivelando ambiguità, complicazioni ed equivoci.
Sono frequenti soprattutto le scene di spiaggia, dove il luogo di delizia per eccellenza si trasforma in un incubo angoscioso, la perdita di inibizioni si degrada in volgarità stucchevole e la commistione di corpi nudi e scene improbabili rimanda alla nuova contraddittoria moralità della middle class americana, satura di erotismo ed emozioni a buon mercato.
I lavori presenti in questa mostra, tele e opere su carta, riflettono un allontanamento dalla realtà domestica e una ricerca di nuovi temi in seguito a un primo viaggio a Roma, dopo la morte del padre avvenuta nel 1995. Le circostanze solenni e tragiche di quel viaggio hanno un forte impatto sull’artista che nei monumenti dell’antichità classica ritrova un autentico senso del sacro. Ma è uno stupore transitorio: il contatto con la duplice realtà di Roma, quella eterna e divina e quella più prosaica di abitanti e turisti, risveglia il sentimento di disagio e ripropone le combinazioni inverosimili legate alla sua poetica dell’assurdo.
L’artista ha esposto in importanti gallerie e musei fra cui ricordiamo il Whitney Museum di New York, la Kunsthalle di Basilea, lo Stedelijk Van Habbenmuseum di Eindhoven e il Walker Art Center di Minneapolis.

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